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Lo zafferano

Lo zafferano (Crocus sativus L.) appartiene alla famiglia delle Iridacee ed è considerato la spezia più pregiata al mondo. I suoi stigmi sono stati usati da tempo immemorabile come condimento per il cibo, per la preparazione di tinture, profumi, cosmetici e medicamenti grazie al suo potere coloronte, aromatizzante e amaricante. La parola zafferano proviene probabilmente dal Persiano sahafaran, che deriva da asfar che significa giallo. La pianta di zafferano è stata probabilmente selezionata e domesticata in Creta nella tarda età del bronzo. Anche se molte leggende avvolgono la storia dello zafferano, la prima informazione certa è contenuta nel papiro di Ebers (circa 1.550 anni a. C.) che documenta l’uso dello zafferano per scopi medicamentosi e gli affreschi sulle pareti del Palazzo Minoico di Knosso (circa 1.500 anni a. C.) in cui sono raffigurate giovani donne che raccolgono lo zafferano. Allo zafferano sono state dedicate più di una storia connessa ai suo miracolosi effetti: afrodisiaco naturale per greci e romani, pare che abbia ridato la salute alla moglie di Ferdinando durante il medioevo.In epoca più recente, nel nostro territorio, lo zafferano ha mostrato un ottimo adattamento all’ambiente delle aree interne della Sicilia ed una buona potenzialità produttiva. Il ciclo produttivo dello zafferano, dalla messa a dimora del bulbo alla raccolta del fiore, eseguita durante tutto il mese di novembre, ha una durata media di 90 giorni.

Lo zafferano è una coltura adatta all’agricoltura biologica e a basso impatto, prova ne è il fatto che né irrigazioni, né concimazioni chimiche e né trattamenti diserbanti vengono eseguiti nelle coltivazioni siciliane. Queste ed altre caratteristiche fanno dello zafferano una delle colture alternative adatte all’ambiente mediterraneo, dove le elevate temperature e la bassa umidità creano le migliori condizioni per l’espressione del peculiare gusto. Tute le operazioni culturali vengono eseguite a mano: semina dei bulbi, raccolta dei fiori, separazione degli stimi e raccolta dei bulbi. Nella tecnica colturale adottata in Sicilia, diversamente da quella adottata in altri paesi Europei ed extraeuropei, l’eliminazione delle erbe infestanti viene eseguita a mano senza l’utilizzo di pericolosi pesticidi.